13 febbraio 2010

Bill, sarai sempre con noi!


Ci sono moltissimi pensieri e ricordi che ci riportano a te. E in tanti di questi ricordi difendevi dei principi e dei valori fondamentali, difendevi la dignità dei più deboli, i lavoratori, gli animali, la natura. Difendevi quanto c'è di più prezioso al mondo, senza risparmiarti. Sono ricordi che ti vedono sempre in prima fila: Anna giustamente ti ha ricordato come un combattente, perchè era questa la tua indole, anche quando le tue battaglie per la maggior parte della sinistra risultava scomoda, poco pagante. Tu non mancavi quando c'era da schierarsi dalla parte dei più bisognosi, non saresti stato tu. Coerente con le tue idee e i tuoi ideali, sei stato per me un esempio di rettitudine, di quel senso di giustizia che non lascia spazio all'opportunismo, un esempio di generosità, di umanità, di solidarietà e di profonda saggezza. Le tue battaglie parlano per te; eri tu (e pochi altri) la persona che dei propri principi e valori ne ha fatto una vita. E oggi anche gli avversari politici ti ricordano con stima, hanno riconosciuto in te una persona di valore. Perchè sì, caro Bill, tu sei stato per me, per molti giovani, per molti di noi un Grande Uomo. 
Quanto vorrei poter riscrivere la storia di quella maledetta sera, ci hai lasciati troppo presto. E se penso che non ti vedrò più sulle barricate, alle manifestazioni o tra le fila di un corteo, mi sembra che qualcosa non torni. Ci mancherai, Bill, ma sono certa che accanto a noi il tuo spirito ci sarà sempre. Il tuo esempio e i tuoi insegnamenti ci guideranno sempre, anche in futuro. 
Non ti saluto con un "riposa in pace", perchè da combattente presente nei nostri cuori, continueremo a portarti con noi nelle tante battaglie che meritano di essere portate avanti. Così, con le lacrime agli occhi e tanta tristezza nel cuore, non posso che gridare al cielo

Bill, hasta la victoria, siempre!

Un ultimo abbraccio,
Nadia


24 gennaio 2010

Kurt Imhof critica il percorso storico della Svizzera dagli anni '70


 Svizzera, il mito da rielaborare - versione dell'articolo: pdf.

Rivelatrice l'intervista rilasciata dal sociologo Kurt Imhof al settimanale ticinese l'Azione, lo scorso 11 gennaio 2010. Brava la Redazione di Azione! E complimenti al Direttore Peter Schiesser (di cui è  l'editoriale), un giornalista che in questi ultimi anni ha soprattutto saputo far rinascere la pubblicazione!
Splendido lavoro Peter!


Perchè trovo l'intervista a Imhof tanto speciale? 
Beh, per due semplici motivi.

Il primo motivo riguarda sicuramente il contenuto della sua analisi: fine, lucida, aperta, attenta ai dovuti equilibri e rivelatrice, perchè spiega molto bene quelli che sono i meccanismi politici che hanno portato la Svizzera nella situazione difficile in cui si trova. Kurt Imhof fornisce alla giornalista risposte molto concrete, con lucidità e chiarezza. La sua franchezza è quasi disarmante e non risparmia nessuno. Personalmente trovo si tratti di considerazioni assolutamente condivisibili, che l'intera classe politica dovrebbe leggere e fare proprie. ...ma non voglio riverlare di più, l'intervista merita di essere letta fino all'ultima parola!

Il secondo motivo riguarda invece aspetti di natura prettamente "giornalistica", mediatica. Succede fin troppo raramente che la stampa svizzero italiana si rivolga a sociologi svizzero tedeschi per un qualche problema o fenomeno riguardante il nostro Paese. Solitamente il ticinese si interessa marginalmente di approfondimenti e analisi che interessano la Svizzera tedesca. Così, se ti affidi alla stampa ticinese e hai l'esigenza di leggere qualcosa di più informativo (e critico) sui fatti che avvengono nel resto del Paese, ti tocca abbonarti a un qualche altro quotidiano/settimanale svizzero (...io consiglio la Wochenzeitung, nota come WOZ!). Non mi riferisco ai temi di respiro nazionale, come ad esempio l'attualità politica che, grazie ad alcune ottime trasmissioni, trova spazio anche nel nostro Cantone (penso specificamente alla trasmissione radiofonica Modem di Rete UNO/RSI, ogni mattina alle ore 8.30). Mi riferisco piuttosto alle notizie che riguardano il resto della Svizzera che dai media ticinesi vengono spesso ridotte alle poche righe di agenzia (sda/ats). E questo è veramente un peccato perchè vi sono degli approfondimenti e dei dibattiti nel resto del Paese che sembra non interessino il Ticino, mentre farebbe bene a questo Cantone interessarsi maggiormente di quanto avviene nel resto della Svizzera. Chissà che non sia proprio questo uno dei motivi che spinge il Ticino all'isolamento...

Ecco quindi, a mio avviso, il valore aggiunto che ci ha offerto l'Azione con questa intervista!

Buona lettura! E a ri-blog!
Nadia



14 dicembre 2009

Ecco come i furbi evadono il fisco!

Da alcune settimane aspettavo che France 3 inserisse su internet la puntata del programma di inchiesta  "Pièces à conviction"andata in onda lunedì 16 novembre 2009. La trasmissione curata da Elise Lucet e il suo staff trattava il tema dei paradisi fiscali ed era intitolata "Evasion fiscale: comment les riches paient aussi peu d'impôts"




A metà novembre mi trovavo a Berna (quando riesco, un giretto nella capitale lo faccio sempre volentieri) e insieme a Petra e Sid mi è capitato di guardare la trasmissione Pièces à conviction. Devo dire che nonostante diversi aspetti li conoscessi, magari non così nel dettaglio, ho appreso un sacco di cose sui paradisi fiscali! E si tratta di cose che ognuno di noi dovrebbe sapere! ...quindi invito tutti a dedicare pazientemente un pochino del proprio tempo per guardare questa puntata sull'evasione fiscale! Vi sono testimonianze e interviste ad esperti le cui considerazioni meritano di essere conosciute!
In sintesi e spiegato in parole povere, il meccanismo alla base di queste frodi è "il prezzo delle transazioni" (transfer) che, spiegato in modo molto semplificato, funziona in questo modo: la società A, multinazionale con sede in un certo paese, vende i propri prodotti/servizi ad una società B che ha sede in un paradiso fiscale per un prezzo molto basso, praticamente sottocosto. Questo fa sì che la società A, ricavando poco o niente dalla sua vendita si veda tassare poco o niente nel proprio paese. La società B, società collegata alla società A (!) venderà poi il prodotto/il servizio della società A ad una società C che pagherà un prezzo alto, magari anche adeguato, ma intanto la società B con sede in un paradiso fiscale di imposte ne pagherà poche, permettendo così al gruppo a cui partecipa anche la società A di guadagnare dei bei soldoni!

Ecco qui un giochino fiscale di cui nessuno parla, spesso neppure i politici ...anche se nella trasmissione che vi invito a seguire con attenzione, fortunatamente qualcuno sembra voler fare chiarezza ...speriamo anche giustizia!

Clicka sul titolo della trasmissione (link) per accedere direttamente alla pagina specifica sul sito di France 3: "Evasion fiscale: comment les riches paient aussi peu d'impôts".

Allora? Cosa aspettate? Sù, non perdetevi questo splendido documentario!
...e a riblog, più saggi che mai!
Nadia