18 marzo 2015

Elezioni cantonali! Scheda 5, Candidata 72!


…ecco qualcosina su di me!
Grazie per il sostegno e per votare la Scheda Verde! :)


qualcosina su di me
Sono nata e cresciuta nel Grigioni italiano, in Val Poschiavo, e dopo aver conseguito la maturità in Engadina ho studiato economia nazionale e sociologia all’Università di Berna. Dopo una serie di esperienze professionali, il lavoro mi ha portato in Ticino. Da una decina di anni vivo a San Nazzaro, nel Gambarogno, e da alcuni anni sono sposata con Manuel. Insieme alle nostre due bimbe Elisa e Martina siamo una famiglia felice. Condividiamo volentieri la nostra vita con le nostre amicizie, viviamo con piacere la vita al lago, il nostro giardino, l'orto, le nostre piante da frutta e quando possiamo andiamo in montagna. Dall'autunno scorso ho iniziato a suonare il corno delle alpi; per il mio compleanno mi hanno regalato la frequenza al corso e nel frattempo ne ho comprato uno, cosa che mi permette di tanto in tanto di suonare con le persone con cui ho frequentato il corso. Amo viaggiare, conoscere il mondo e per anni le isole della Grecia sono state la mia meta preferita. 

il mio percorso professionale
Durante gli studi ho lavorato per la Confederazione e, finiti gli studi, ho lavorato per alcuni anni in Italia. Ho poi trovato lavoro alla TSI nell’ambito della pianificazione dei giornalisti, e mi sono trasferita in Ticino. Dopo alcuni anni cercavo qualcosa di più interessante e ho così scelto il ruolo di Segretaria cantonale per il Sindacato dei servizi pubblici VPOD. Un’opportunità lavorativa interessante che mi ha insegnato molto – da tutti i punti di vista. In seguito ho ricoperto la carica di Segretaria generale  presso l’Ordine dei medici del Canton Ticino – un’interessante immersione nel mondo della sanità. Da cinque anni lavoro per il Servizio civile a Rivera, prima come Capo del Centro regionale e ora quale Specialista Assistente agli istituti d'impiego. Svolgo un lavoro che mi permette di essere regolarmente in contatto con la Svizzera tedesca, di uscire dall'ufficio ed essere spesso a contatto con i giovani e il mondo del lavoro, soprattutto nei settori che conosco e seguo da sempre con interesse - il sociosanitario e il settore ambientale. Sono fortunata!

la politica ed io
Durante il periodo universitario ho frequentato parecchio la scena alternativa svizzero-tedesca, ho partecipato a co-fondare Attac Berna e ho seguito con passione il nascere del Social Forum di Porto Allegre (andando a manifestare a Davos contro il WEF). In Ticino mi sono avvicinata al Partito socialista in concomitanza con l'inizio della professione di sindacalista e dopo pochissimo tempo sono stata candidata alle Nazionali. A livello cantonale ho ricoperto il ruolo di Coordinatrice della Gioventù Socialista e poi il ruolo di Presidente del Comitato cantonale del PS. A livello comunale, per la Sinistra del Gambarogno, ho svolto il ruolo di Capogruppo e di Presidente della Commissione della gestione, di cui sono membro dall'inizio dell'aggregazione. A dicembre ho lasciato il Partito socialista Ticino, perchè non ero disposta a lavorare per questo partito per altri quattro anni - e quindi sono entrata nei Verdi. Ho preso la decisione con convinzione e dopo una lunga riflessione (un anno e mezzo ...altro che campagna acquisti); ero oltretutto consapevole che restando tra i socialisti avrei potuto essere eletta in parlamento con più facilità, ma la coerenza ha avuto la meglio sull'opportunismo - com'è giusto che sia. Cosa mi ha portata tra le fila dei Verdi? Conoscevo i Verdi, soprattutto a livello nazionale, per le loro posizioni; a livello cantonale i Verdi del Ticino mi sono piaciuti per lo spirito, l'energia positiva e la voglia di cambiare le cose ...e non a caso il nostro slogan dice "Sì che si può!". 

in gran consiglio

Mi piacerebbe poter lavorare in Gran Consiglio nel gruppo dei Verdi, sono certa che sapremmo essere convincenti, innovativi, pragmatici e per nulla “lobbisti” – niente soldatini tra le nostre file. Mi appassionano tutti i temi in politica, dal difficile binomio “lavoro – territorio”, ai temi “diritti politici, educazione e formazione”. I temi che conosco meglio sono la socialità – in particolare la vita complicata delle giovani famiglie, la precarietà negli asili nido, la disoccupazione, l’isolamento e l’assistenza sociale, l’immenso lavoro dell’associazionismo in questo settore; mi arrangio bene anche in ambito di politica sanitaria, il tema delle pari opportunità e il tema della scuola. L’ambiente mi è da sempre vicino, essendo nata e cresciuta tra le montagne – in questo sono conservatrice quanto basta, ma aperta a conoscere ogni giorni novità rispettose dell’ambiente e della natura – peccato il Ticino abbia perso il treno e abbia consumato malamente parecchio territorio del nostro Bel Ticino. Per questo è indispensabile puntare su persone competenti in materia, sensibili e che in Parlamento abbiano voglia di dialogare e lavorare.

8 marzo 2015

Un po' di 8 marzo farebbe bene anche alla politica del Gambarogno!



...cercavo proprio il modo di spiegare al nostro Segretario comunale, anzi rispiegare (perchè l'ho già ribadito quando ero presidente della Commissione gestione) che mi infastidisce parecchio ogni qualvolta si rivolge anche a me con il suo "Egregi Membri, Cari Colleghi, Egregi Colleghi, ecc". 
In occasione della riunione del prossimo consiglio comunale farò trovare la copia di questo articolo sul tavolo del nostro esecutivo, del legislativo e del segretario comunale.  Quanti uomini? 32 uomini di 36 persone, naturalmente. 
...e non aggiungo altro! 
Dai, fatelo anche voi! E brava a Laura Boldrini!
Saluti! Nadia

Il manifesto - articolo pubblicato su fb, 8 marzo 2015
[Daniela Preziosi] Otto marzo. Parla la presidente della Camera: «A Renzi dico: se non difendessi il parlamento sbaglierei». «Declinare al femminile sembra una cosa futile? Non lo è». «Nessuna crociata sulla lingua italiana, ma la mentalità che impone il maschile è quella che vuole le donne a casa»



25 gennaio 2015

Insieme per un altro Ticino!



ASSEMBLEA I VERDI TICINO - 24 Gennaio 2015
INTERVENTO QUALE CANDIDATA PER IL GRAN CONSIGLIO


Saluto con piacere tutti i presenti

Qualcuno di voi mi conosce, altri meno - ed è utile quindi ricordare da dove vengo, conoscere un pochino del mio passato per capire perché ho scelto I Verdi.

Provengo dal Grigioni Italiano, dalla Val Poschiavo, una valle di montagna che porto nel cuore e che visito quando mi è possibile. Sono cresciuta in un piccolo paesino in cui la vita era molto semplice, libera - i prati, i campi, il bosco e i ruscelli erano la nostra play station – conoscevamo ogni sasso e muretto intorno a noi. Da bimbi e adolescenti si faceva fieno, anche in montagna -  imprese faticose per chi faceva il lavoro duro, per noi bimbi era un correre avanti e indietro a portare bibite, portare rastrelli e riportare falci, ricordi meravigliosi. Ho avuto la fortuna di vivere la vita contadina, di badare alle mucche e di vivere sugli alpeggi nel periodo estivo. Il vivere di allora non considerava la natura un qualcosa di parallelo alla vita quotidiana, la natura era una parte di noi e ce ne prendevamo cura.

Poi sono cresciuta, ho lasciato il mio paese e ho continuato gli studi prima in Engadina poi all’Università di Berna. Ho studiato economia politica e sociologia e il destino, il mio percorso lavorativo, mi ha portata in Ticino, dove ho conosciuto Manuel e insieme oggi abbiamo una splendida famiglia, due bimbe vivaci e spensierate. E non c’è per me motivazione più sana e concreta, che mi spinga a far politica e occuparmi della cosa pubblica – il nostro presente e il loro futuro.

Quello però di cui oggi avevo bisogno è la concretezza, la motivazione e l’entusiasmo che ritrovo nei Verdi. Per me era fondamentale avere l’opportunità di condividere un progetto di società concreta:

una società che si impegna, consapevole e rispettosa delle nostre tradizioni contadine, nel voler creare una società capace di vivere in simbiosi con la natura, quindi consapevole del valore prezioso del nostro territorio;

una società saggia e lungimirante nell’implementare un settore produttivo e lavorativo prima di tutto umanogiusto, fatto di salari equi e di pari opportunità, ma anche sostenibile – rispettoso delle risorse che usa e consuma;

una società capace di ridimensionarsi in quelli che sono i consumi e le proprie abitudini, capace di riconoscere nella qualità di vita l’essenza del vivere;

una società impegnata nel voler realizzare l'importante svolta energetica, aspetto che saprà probabilmente promuovere più pace (evitando pesantissime guerre in nome dell’oro nero), di quella che oggi la politica internazionale è in grado di attuare e ottenere;

una società aperta e accogliente, aperta al confronto con altre culture in quanto forte nella propria identità e generosa nei confronti di chi è meno fortunato.

Sì, è il partito dei Verdi che oggi mi offre un progetto di società in cui impiegare le mie energie con forza, impegno e convinzione. Ho scelto il partito dei Verdi perché lo vedo capace nel concreto, ostinato e rumoroso da un lato, ma anche silenziosamente attivo, capace di riflettere e di dibattere su ogni aspetto - anche quello più scomodo, dall’altro.
Ho visto e conosciuto nelle scorse settimane l’impegno dei Verdi a livello regionale e nazionale e da tempo conosco l’impegno dei Verdi a livello comunale, con Gian Pietro Pawlowski, spesso ci siamo battuti anche soli nel gruppo per i nostri ideali.
Sì, era questo il momento per me, di cambiare. Dopo lunghe riflessioni sul mio futuro, di fronte ad una probabile cadrega in Gran Consiglio tra le fila del PS, ho preferito essere fedele a me stessa e ho scelto il progetto verde – e, indipendentemente da come andrà ad aprile, sono felice di aver scelto i Verdi e sono ansiosa di potervi contribuire nel mio piccolo.

Sì, io resto quella di sempre - libera, laica, di sinistra e sempre aperta al confronto.
Apprezzo molto la schiettezza che caratterizza il nostro partito e credo che questo sia uno dei tanti ingredienti che oggi fa sì che i Verdi siano interessanti per molte persone. E proprio in questo – nel parlare alla gente e farlo in modo schietto, non mi sento per nulla una mosca rossa, e spero proprio che in futuro questi modi schietti non vengano meno.
Per tutto il resto, Sì che si può! Si può cambiare e credere nel cambiamento, perché come disse Eleanor Rossevelt in una frase che mi accompagna da sempre

Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei loro sogni.”

Grazie per l’ascolto.