22 gennaio 2016

Consigli di voto per il 28 febbraio 2016

Il Comitato cantonale riunitosi ieri sera a Bellinzona ha preso atto delle dimissioni di Sergio Savoia dal partito inoltrate formalmente ieri pomeriggio, lo ringrazia per il lavoro svolto in questi anni e gli formula i migliori auguri per il suo futuro professionale e personale. Al contempo il Comitato si congratula con Claudia Crivelli Barella per il suo ritorno in Gran Consiglio, la sua esperienza nella precedente legislatura e il suo impegno politico anche in rappresentanza del Mendrisiotto saprà offrire un valido contributo al lavoro del gruppo in Gran Consiglio. Anche a lei il Comitato formula i migliori auguri di buon lavoro!

L’ordine del giorno della riunione del Comitato cantonale era incentrato in particolare sui temi in votazione a livello federale il prossimo 28 febbraio:

  •       Un convinto NO al raddoppio del Gottardo – si tratta di una proposta scellerata per il nostro Cantone, ma anche per il resto del Paese. L’inevitabile aumento del traffico di mezzi pesanti (il Brennero ringrazia!), oltre che a mettere a repentaglio il trasferimento dei mezzi pesanti su rotaia, rafforzerà anche il rischio di incidenti, peggiorerà le condizioni dell’aria a causa dell’ inquinamento e causerà ripercussioni negative sulla salute pubblica. Una spesa di 3 miliardi è ingiustificata per questo secondo tunnel. La mobilità anche in Ticino vive quotidianamente situazioni insostenibili e, in termini di priorità, è stato ben dimostrato che si necessitano interventi negli agglomerati urbani, rispettivamente nelle vie di collegamento con un numero maggiore di transiti.
  •       NO all’iniziativa “Per il matrimonio e la famiglia – No agli svantaggi per le coppie sposate” perché pretende di modificare la Costituzione elvetica inserendovi un concetto sorpassato della coppia e perché ostacola l’obiettivo dell’imposizione individuale perseguito dai Verdi, quale metodo fiscale più adatto ed equo alla realtà odierna della convivenza - un obiettivo che in futuro necessiterà nuovamente una modifica costituzionale per essere realizzato. Il vantaggio fiscale di questa manovra andrà a beneficio di una minima percentuale di coppie benestanti, complicherà l’equilibrio tra le diverse forme di convivenza e presenterà un conto salato alle casse della Confederazione.

  •      NO all’iniziativa per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati”, in quanto l’espulsione è già realtà, mentre quanto proposto dall’UDC costituisce una grave ingerenza della politica in ambito giudiziario, che mina le basi del nostro stato di diritto e mette in discussione il principio della proporzionalità.      

  •       SÌ “Contro la speculazione sulle derrate alimentari”, in quanto è una proposta che vuole impedire alle banche, agli istituti finanziari e a chi gestisce patrimoni di speculare – tramite strumenti finanziari – sulle materie prime agricole e alimentari. La speculazione rafforza la variazione di prezzo e i prezzi alti provocano effetti negativi sui piccoli contadini e, non essendo la compravendita a determinare il prezzo delle derrate alimentari ma proprio la forza della speculazione, la triste conseguenza sono la povertà e la fame. E i Verdi convengono che “non si gioca con il cibo!”.

Durante la riunione del 12.12.2015 si ricorda che il Comitato cantonale ha tra l’altro già formulato il proprio NO all’estensione degli orari di apertura dei negozi; oggetto in votazione il 28 febbraio a livello cantonale.


Il Comitato cantonale, appreso che l’Assemblea dei delegati dei Verdi svizzeri riunitasi lo scorso fine settimana a San Gallo, ha dedicato un momento importante al lancio della campagna  "Per un'economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (nota come “Economia verde)", si è detto intenzionato a promuovere in modo convinto la modifica costituzionale anche in Ticino.

11 aprile 2015

Una simpatica corsa a palazzo!


Un mesetto fa Mattia, il giornalista che ha realizzato l'intervista, mi ha contatta per chiedermi la disponibilità a questa chiacchierata. Ho accettato …e questo è il risultato del nostro viaggetto in direzione di Palazzo delle Orsoline. Non mi sono fatta troppi scrupoli nel rispondere, ho parlato e raccontato della mia vita e delle mie opinioni - con sincerità e trasparenza.
Tre sono le canzoni che dovevamo segnalare a Mattia per l'intervista - ho scelto: 
"A Te" di Jovanotti che ho dedicato e dedico a Manuel; 
"Domani" - di numerosi artisti italiani uniti per l'Abruzzo, brano realizzato per aiutare le persone che hanno vissuto il terremoto del 2009, proprio 5 anni dal tragico evento; brano che mi riporta anche allo splendido concerto organizzato allo stadio di San Siro "Amiche per l'Abruzzo"da sole cantanti e animatrici radio italiane - concerto alla quale ho partecipato con due amiche - un'emozione anche solo ripensarci! Ritengo che questi atti di solidarietà, concreti e disinteressati, possano servire da esempio al mondo della politica degli altri ranghi (mentre alcune politiche e politici locali si sono adoperati e ancora lavorano allo sfinimento per questa causa) - politica che ha invece fallito in termini di risposta ai bisogni della propria gente. 
"Pensa" di Fabrizio Moro, una canzone che parla di mafia, di violenza e di come sia possibile uscirne se solo tutti usassero la loro testa. Una canzone forte, impregnata di senso civico, il cui riferimento al Ticino mi porta a dire alle ticinesi e ai ticinesi - di usare la testa nel votare e di non lasciarsi guidare da politici che rappresentano delle lobby, perché difficilmente sono quelle che fanno gli interessi della popolazione.
E ora ...buona visione! :)





4 aprile 2015

Commettere errori è umano, perseverare è diabolico

La politica ticinese nel corso degli ultimi decenni ha visto protagonisti il PLRT, il PPD, la Lega dei ticinesi, l’UDC e il PS. Il timone del nostro Cantone è stato nelle mani dei primi due partiti e del movimento leghista – la maggioranza è tutt’ora nelle loro mani. Nell’ultima legislatura, sempre questi tre schieramenti, hanno dato vita al Patto di Medeglia, o meglio noto come il Patto del Triciclo, un termine che sembra non piaccia a Jelmini, ma tant’è. I tagli della spesa pubblica dovevano passare dalle forbici manovrate da questi politici, uniti in un Patto per il bene del nostro Cantone. Il giornalista Aldo Bertagni alcuni giorni fa, in un editoriale ha sottolineato che la legislatura 2011-2015 la si sarebbe ricordata proprio per questo patto ed è interessante riportarlo alla mente, perché ricordiamo anche bene com’è andata a finire. Se ne sono viste delle belle intorno a questo patto, radicali che si sono smarcati, ingenuità che sono venute allo scoperto e boutade di Giuliano Bignasca - è stato ancora lui ad annunciare che il giochino si era rotto e che il patto era da considerarsi concluso di fronte al rifiuto di ulteriori sgravi fiscali nel 2013. Pochi giorni or sono, pare che Cattaneo si sia detto favorevole a un “Patto del Triciclo bis” e i due massimi rappresentanti di Lega e PPD sembrerebbero concordi nel riprendere il discorso - pronti ad alzare il sipario.

Perché parlare di errori? Perché la situazione del nostro Cantone è lì da vedere - nel corso di questi anni la situazione è piuttosto peggiorata per quanto concerne diversi aspetti. Si sarebbero potuti fare degli importanti passi avanti, nel lavoro, nel socio-sanitario, nella mobilità e nell’ambito della gestione del territorio, mentre non si può certo essere soddisfatti di quanto è stato ottenuto. Vi sono stati degli evitabilissimi sgambetti tra Consiglieri di stato e situazioni a dir poco paradossali in Gran Consiglio (come anche tra Esecutivo e Legislativo), per non parlare del voto dei soldatini nel pieno rispetto dei meri interessi delle lobby presenti tra le file del Parlamento. Se molti politici si sono espressi in termini negativi rispetto a questi ultimi anni di politica; la popolazione non può che rincarare la dose, nonostante si possano leggere che i singoli gruppi – e parlo di quelli che conosco meglio – si siano dati un gran bel da fare per portare a casa un qualche risultato. Tra questi penso ad esempio al Parco del Piano di Magadino - un Signor risultato, che è stato ottenuto con non poca fatica, quando invece oltre al buon senso oggi anche le statistiche confermano come nel nostro Paese sia particolarmente basso il territorio salvaguardato in termini di percentuale nel confronto internazionale. Insomma, i “cantieri aperti” nel corso di questi anni sono parecchi, purtroppo anche aumentati, e sono al contempo troppi i topolini partoriti da elefanti da questa politica. I dossier sono sì complicati, ma spesso anche la scarsa preparazione o l’insufficiente approfondimento di quanto presentato al Legislativo ha pesato sui tempi e di conseguenza sulle decisioni.

Non si può pertanto perseverare con quanto accaduto: il Ticino ha bisogno di maggiore efficacia politica e di maggior dialogo tra i politici (e lasciamo stare i tricicli), i quali devono imparare ad ascoltare colleghi e colleghe, e fare maggiormente i conti con la realtà che li circonda e le priorità che bisogna riuscire a definire – in modo costruttivo, per il bene di tutta la popolazione. Molti politici e alcune donne in politica (sono sempre troppo poche) si ripresentano e chiedono di essere rivotati. Non tutti meritano di essere rieletti, lo sappiamo bene; la conseguenza della rielezione della maggior parte di loro vorrebbe dire perseverare con quanto fatto negli scorsi anni. Optare per la continuità significherebbe agire in modo irresponsabile. Sperare che le persone rielette votino in modo diverso (magari evitando il soldo delle lobby), sappiamo che è poco credibile, ma le elettrici e gli elettori hanno l’opportunità di cambiare le dinamiche e la concentrazione di potere in Parlamento, cambiando una buona parte dei rappresentanti politici votati in passato (in particolare chi ne ha rappresentato i vertici), rafforzando il voto e pertanto la presenza delle donne a livello di politica cantonale, e non meno importante, sostenendo politici e politiche impegnate, preparate, coraggiose e pronte a mettere in atto politiche lungimiranti, che non daranno troppi frutti oggi, ma forzatamente domani. Pensiamo ad esempio anche solo alla riduzione del numero di allievi per classe, misura che trova concordi politici di tutti gli schieramenti; una misura che significherebbe finalmente muovere un primo passo nella giusta direzione – a favore della scuola che c’è  – ma che proposta con altre misure e in modo inappropriato può non aver trovato il sostegno di chi non è stato coinvolto.

Dopo anni in cui ci si è sentiti dire “No, non si può” è venuto il momento di promuovere con coraggio riforme lungimiranti. Insieme possiamo promuovere politiche sostenibili – a favore di un lavoro remunerato in modo corretto, a supporto di maggiore equità sociale e attente ad un consumo del territorio consapevole e parsimonioso. Sì che si può. Solo politici e politiche, capaci di promuovere proposte e soluzioni sostenibili – in termini sociali, economiche ed ecologiche – è bene che ottengano il sostegno dell’elettorato; votare la politica portata avanti in questi anni dalla maggioranza del Parlamento votando gli artefici di questa politica – sarebbe diabolico (e il Diavolo non me ne voglia). Non perdiamo l’occasione per offrire una svolta alla nostra politica – il Ticino ha bisogno di tutti noi e il voto di aprile dipenderà da ogni singolo voto. Siate coraggiosi e coraggiose!

"Opinione", pubblicata sul CdT, il 3.4.2015