31 gennaio 2009

Davos ...e la nostra invincibile Mafalda!

Il clima di crisi dilaga anche in quel di Davos. Proprio in questi giorni la località grigionese diventa una meta particolarmente ambita per l'alta finanza, la noblesse dell'economia e la politica mondiale. Chissà che i big si siano accorti nel frattempo che quanto predicato negli anni, non ha avuto conferma. Smentite le grandi tesi neo-liberali, i grandi dell'economia si ritrovano per cercare consensi tra loro, per spiegarsi l'un l'altro le ragioni, le conseguenze di questa crisi ...e magari promuovere delle soluzioni. Aiutoooo, No grazie! Ne abbiamo abbastanzaaaa! Diamo invece spazio alle soluzioni promosse dal Social Forum! E basta con questi bonus UBS, io che ero convinta che San Nicolo portasse il carbone, quando le avevi combinate grosse! Mah! ...e come grigionese siamo stufi anche di pagare le fatture per l'esagerato piano di sicurezza messo in atto a Davos, per di più si tratta di una società privata a cui i soldi non mancano, che oltretutto ci impedisce di esercitare i nostri diritti fondamentali di cittadina! Mah, anche la democrazia svizzera non sempre è di esempio... quando il potere chiama, non c'è democrazia che tiene.

Mi ricordo ancora quando diversi anni fa, durante le riunioni di attac Berna avevamo ideato la festa anti-wef (oggi il Tour de Lorraine è ormai una vera tradizione!) e poi i giorni del Forum economico, quando insieme ad alcune amiche ci siamo recate nella blindata Davos, da vere grigionesi semplicemente con in mano la slitta. Poter incontrare per strada Couchepin e dirgliene quattro: una soddi
sfazione! Wow!

Così ora ripenso alla splendida Mafalda, raggiante, sorridente e sempre più sicura di sè! Ci mancherebbe, il neo-liberalismo ha fallito e lei aveva ragione! Peccato che a pagarne le spese non siano solo i superladroni, ma anche i piccoli risparmiatori caduti nell'ostentata sicurezza dei brookers - oggi belli e profumati, domani poveri e dannati. Loro che per anni si sono arricchiti speculando sulle "intenzioni" del mercato, in men che non si dica sono stati trascinati verso il basso da quello stesso vortice di speculazione che li ha illusi delle certezze più calcolate. Una cosa mi lascia l'amaro in bocca e cioè che la gente comune ora come ora viene tartassata dai media con storie, notizie e minacce che ricordano con insistenza la crisi, la paura, la precarietà che dilaga. Ma quando mai! La gente è una vita che vive per sbarcare il lunario! Ingiusto ora è dover pagare gli errori della finanza, che nei casi più disperati ha portato delle industrie locali a chiudere i battenti ....mentre a UBS i soldi sono stati concessi senza vincoli di alcun genere! Questo significa prendere in giro la cittadinanza, cari miei politici. Una bella faccia tosta!

Di fronte a tante sconsideratezze, questa mattina mi ha invece consolato poter ritrovare ragionevolezza, semplicità e positività nelle parole di un falegname. Si è trattato di un'intervista su Rete 1/RSI che faccio fatica a descrivere. Le sue parole, direi genuine, mi sono arrivate al cuore perchè dette con tanta semplicità, naturalezza, umiltà e con grande serenità. Mi ha fatto proprio bene, sentir parlare con onestà di speranza e di vicinanza alla natura, alle cose semplici. Ho sentito quasi un senso di invidia verso quel sapersi accontentare di una vita in una qualche valle discosta, come se volessi farla mia quella consapevolezza. Forse una certa malinconia verso una vita che ho lasciato, che non ho scelto.... Ma che spettacolo, iniziare una giornata così!
Beh, ecco perchè credo che la vera qualità della vita sia nelle cose semplici. E tornando all'economia: ecco perchè sono convinta che solo nell'economia socialmente ed ecologicamente responsabile si possa ritrovare la giusta dimensione del vivere e non del sopravvivere.

La vera voce della speranza, come già ricordato in passato, vive accanto al Forum di Davos e ha le sue radici nelle proposte discusse e analizzate dal Social Forum. E considerate le premesse, penso proprio che sarà il Sud America ad indicare la direzione per uscire dalla crisi del capitalismo, come liberarsi del neo-liberalismo. Finalmente ci siamo!!! E cito a questo proposito una notizia pubblicata oggi su swissinfo che riporta alcune interessanti notizie sul Social Forum:


"Il Dio mercato è ormai morto. I paesi ricchi, che si sentivano infallibili e giudicavano i paesi più poveri incompetenti, hanno provocato la crisi e oggi non hanno più lezioni da dare a nessuno. La gente diceva che un altro mondo era possibile. Oggi diciamo che un altro mondo non solo è possibile, ma che è necessario e imprescindibile".

Il presidente brasiliano Luiz Inacio da Silva, giunto giovedì a Belém assieme ai suoi olomoghi Hugo Chavez (Venezuela), Evo Morales (Bolivia), Rafael Correa (Ecuador) e Fernando Lugo (Paraguay), ha suscitato uno scroscio di applausi tra i circa 10'000 partecipanti a un dibattito sulla crisi e le sfide per l'America latina.

In quest'ottica, la crisi potrebbe rappresentare un'opportunità. Ad esempio, investendo nelle centrali eoliche, come propone il nuovo presidente statunitense Barack Obama, "si potrebbe sostenere l'economia e nello stesso tempo contenere la crisi climatica ed energetica", indica Oscar Ugarteche.

"I nostri governi hanno speso miliardi per salvare il sistema finanziario", aggiunge Martins. "Non abbiamo nulla in contrario, ma ciò dimostra anche che l'idea che gli Stati non potevano creare soldi è falsa. Quante volte si è sentito ripetere 'no, è una misura inflazionista' quando si chiedeva di aumentare un po' l'assistenza sociale?".

Martins propone quindi che per ogni franco versato per le banche, un altro venga speso per i servizi pubblici, per la ferrovia, per l'energia solare o per l'accesso gratuito ad internet e un terzo franco per la redistribuzione diretta delle rendite, come il salario minimo di reinserimento che esiste in Europa o la 'bolsa familia' (aiuto ai più poveri) in Brasile.

"Sono misure non solo indispensabili, ma che hanno anche un impatto positivo sull'impiego", sottolinea.

Notizia: swissinfo, Daniele Mariani
...vai piccola Mafalda, sorridi al futuro,
noi siamo con Te!



24 novembre 2008

Chavez vince!


Chavez vince!

Il popolo crede a Chavez e lui nella democrazia

Sono passate solo alcune settimane da quando Barbara, un'amica degli anni universitari in cui oltretutto entrambe militavamo per attac Berna (lei è ancora attivissima, io invece sono più politicizzata ...e probabilmente me ne pento), poche settimane da quando Barbara ha trascorso il fine settimana in Ticino. Si è trattato di un fine settimana molto particolare, speciale, che porterò nel cuore per tanti anni, come uno dei suoi racconti del suo viaggio in Venezuela. Barbara ha trascorso un viaggio ricco di energia positiva e stando tra la gente ha ritrovato lo spirito di speranza per la vita futura che ormai da noi si fatica a ritrovare. Mi ha raccontato com'è stato appassionante girare per le vie di Caracas e sentire la gente che parla di cambiamento, di servizi pubblici, di diritti della cittadinanza e di speranza in un mondo migliore. Per Barbara è stato come vivere un sogno e quando mi parlava di queste sue emozioni, le si leggeva negli occhi la speranza che Barbara aveva avuto modo di assaporare tra quella splendida gente che è il popolo venezuelano.

"Sai Nadia, essere tra loro era come essere in un sogno, loro parlano come noi e vivono quello in cui noi crediamo! Indescrivibile, anche se te lo racconto non è come vivere quelle emozioni. Si sente il profumo della rivoluzione in corso, la gente parla di politica e di cambiamento e vive serena e speranzosa, nonostante la grande semplicità nella quale vivono, credendo nella democrazia, nello stato di diritto e nel futuro."


L'esito alle urne rispecchia le parole di Barbara e sono positiviamente sorpresa del successo di Chavez, che ha scelto il sistema democratico svizzero come forma di Stato per il suo Paese. Quello che vorrei è poter portare un po' di quella magia qui da noi. Perchè nonostate io sia ancora giovane, posso già guardarmi indietro e pensare a come in passato vi fosse una maggiore attenzione per il bene comune e il valore di questo bene.
Oggi, ogni bene che rende è destinato ad essere privatizzato e la sua rendita poi va sempre più spesso a beneficio di pochi - delle multinazionali che pian piano si mangiano gli artigiani e i piccoli imprenditori, e con loro le ricchezze e l'indipendenza della nostra splendida e vasta periferia di montagna. E si finisce col pensare allo Stato ogni qualvolta vi è la necessità di correggere i danni causati dal mercato globale destinandolo alla gestione pubblica e quindi a carico della cittadinanza. Mah.

Tornando a Chavez, non posso che esprimere la mia più grande gratitudine a quest'uomo coraggioso, dai principi socialisti saldi, che grazie al Venezuela - anche se da lontano - è capace di farci vivere un sogno - la speranza in un modo migliore.

Grazie Chavez!


23 novembre 2008



Un pensiero a Lina Wertmüller

Nota per il suo impegno politico e sociale nell'esprimersi artisticamene nel cinema e nel teatro quale attrice e regista, ha percorso temi importanti con un certo anticipo sui tempi e spesso è stata considerata allora una persona "contro-corrente". Lina Wertmülller in quello che fa lascia l'impronta e il suo film si riconosce. Per saperne di più ecco il sito dedicato a lei: http://www.linawertmuller.com

Commentando una scena di un film, Paola Perego le chiede cosa ne pensa delle femministe, insorte per una scena violenta in un film, la Wertmüller risponde: "Le femministe mi sono simpatiche, basta che non ripetano gli errori degli uomini!

E alla domanda della Perego "verso cosa, nella sua vita, ha mostrato maggiore straffottenza, Lina con grande fermazza risponde: "il potere".

Si considera una persona viva, per lei la curiosità è un grande pregio e vuole raggiungere i 150 anni.

Grande Wertmüller!

Nadia